SPADA - Arte sorvegliata. Dal teatro alla musica

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FABRIZIA SPADA - Arte sorvegliata. Dal teatro alla musica

Immaginate di ricevere una lettera dalla censura borbonica che vi chiede, con toni che non ammettono repliche, di ambientare la vostra opera — la storia vera di un re assassinato a una festa in maschera — in un posto dove i re non esistono. Verdi ci pensa su. E con la flemma di chi sa di avere dalla sua parte la Storia, sposta tutto in America: Boston, Seicento, congiura nei confronti di un governatore coloniale al posto di un regicidio tutto europeo. I Borboni sono soddisfatti, il pubblico capisce benissimo lo stesso e Un ballo in maschera va in scena con il suo carico intatto di gelosia, congiura e morte.
Con l'unica differenza che il sovrano assassinato, Gustavo III di Svezia, ora si chiama Riccardo, è conte di Warwick, governatore di Boston e ha un accento vagamente puritano. Un escamotage geniale. O forse, solo la prova che la censura, quando incontra un Genio, ottiene esattamente il contrario di quello che vuole.
Dal teatro del Seicento alle partiture del Novecento, queste pagine raccontano le infinite varianti di questa partita, attraverso rivoluzioni, totalitarismi e silenzi imposti a chi aveva semplicemente torto di essere troppo libero.
Perché l'arte sopravvive sempre ai suoi censori.
È questa la sua forma più antica e ostinata di resistenza.




Indice sommario


Premessa

PARTE PRIMA - Un po' di storia
Alle origini della censura: dal mondo antico al Medioevo
L’Index Librorum Prohibitorum e la censura della stampa
L’Illuminismo, il teatro e la nascita di una censura sistematica
Dalla Rivoluzione francese alla Restaurazione: censura e controcensura
Il Novecento: censura come sistema di Stato
I giorni nostri: nuove censure fra propaganda e politically correct
    6.1. La censura nell’era dei mass media
    6.2. Il politically correct e le sue degenerazioni nel teatro musicale
    6.3. La letteratura riscritta: da Twain a Roald Dahl
    6.4. Il cinema tra “cancel culture” e avvertenze

PARTE SECONDA - Alcuni casi
Il potere e l’arte: storie di censura, autocensura e resistenza obliqua
L’autocensura come strategia intellettuale
Il linguaggio obliquo e la scrittura a doppio livello
Niccolò Machiavelli: tra prudenza politica e consapevolezza intellettuale
    1.1. Il sistema del controllo e i rischi della scrittura politica
    1.2. Il Principe: le strategie dell’autocensura
    1.3. I Discorsi e il trattamento dei temi pericolosi
    1.4. Le Istorie fiorentine e la lettera a Vettori: l’autocensura su commissione
    1.5. Il paradosso dell’autocensura machiavelliana
Shakespeare e il linguaggio del simbolismo
    2.1. Le history plays: propaganda Tudor e autocensura politica
    2.2. La questione religiosa: ambiguità come protezione
    2.3. Macbeth: adulazione e critica sotto la stessa maschera
La parodia come strumento di autocensura
La censura religiosa e morale
La Chiesa, l’ordine dei costumi e il teatro come pulpito rovesciato
Alessandro Manzoni: allegoria, trasposizione storica e denuncia velata
    1.1. I promessi sposi: il Seicento come specchio dell’Ottocento
    1.2. La Storia della colonna infame: il processo agli untori come allegoria del potere arbitrario
Molière e il Tartuffe: storia di una censura lunga cinque anni e di un drammaturgo che non si arrese
    2.1. Il finale del Tartuffe: autocensura e adulazione
    2.2. Gli altri conflitti censori: Dom Juan e Le Misanthrope
Beaumarchais e la trilogia di Figaro tra denuncia sociale e cerniera rivoluzionaria
    3.1. Dal Barbiere di Siviglia alla Madre colpevole: come un personaggio di servo divenne il simbolo di una rivoluzione che ancora non aveva nome
    3.2. Il monologo di Figaro: il testo nel testo
    3.3. Susanna e la struttura del rovesciamento
    3.4. La madre colpevole e la famiglia Almaviva come allegoria del declino dell’Ancien Régime
La censura politica come divieto dell’opera
Il potere che legge, che vieta, che contratta
Wolfgang Amadeus Mozart e Lorenzo Da Ponte: censura, autocensura e drammaturgia del compromesso
    1.1. Lorenzo Da Ponte: librettista e mediatore politico
    1.2. Le nozze di Figaro: storia di una commedia pericolosa e anatomia di una censura negoziata
    1.3. Anatomia dell’adattamento: come Da Ponte riscrisse Beaumarchais
    1.4. Don Giovanni e il finale morale come autocensura
    1.5. Il personaggio di Don Giovanni e la censura della seduzione
    1.6. Così fan tutte: l’amoralità come scandalo e la censura posticipata
Il flauto magico: massoneria, allegoria e censura implicita
Victor Hugo: dal dramma censurato alla guerra in teatro
    3.1. Il 1830 e la rivoluzione di luglio: censura, teatro e politica
    3.2. Le censure successive, l’esilio e il silenzio teatrale
Giuseppe Verdi: politica, morale e autocensura nel teatro musicale ottocentesco
    4.1. Il quadro normativo della censura teatrale nell’Italia ottocentesca
    4.2. Nabucco e I Lombardi alla prima crociata: la censura come risonanza politica
    4.3. Ernani, Macbeth, Luisa Miller, Stiffelio e Aroldo
    4.4. Rigoletto, la battaglia per Hugo e il compromesso che preservò l’essenziale
    4.5. Trovatore, Traviata, Vespri siciliani e Simon Boccanegra
    4.6. Un ballo in maschera: la crisi più grave, il regicidio come tabù e la soluzione americana
    4.7. La forza del destino, Don Carlos e il conflitto più politicamente consapevole
    4.8. Aida, Otello, Falstaff e la censura come ombra che si ritira
Il fascismo come censura morbida: il sistema di controllo della musica italiana
    5.1. Gian Francesco Malipiero: il musicista scomodo e la resistenza obliqua
    5.2. Alfredo Casella: il cosmopolitismo moderato, l’autarchia culturale e il progressivo restringimento
    5.3. Ildebrando Pizzetti: il conservatorismo come riparo, come limite e come coscienza tardiva
La censura totalitaria
Dalla proibizione dell’opera all’annientamento dell’artista
Richard Strauss: lo scandalo come esordio e la cooptazione come destino
Paul Hindemith e Kurt Weill: la fedeltà identitaria e la reinvenzione, due forme dell’esilio
Bertolt Brecht: la censura come condizione permanente e la scrittura come resistenza teoricamente fondata
Alban Berg e la Lulu: la doppia censura
Dmitrij Šostakovič: il doppio linguaggio musicale come sistema di sopravvivenza
Sergej Prokof’ev e la censura come interferenza nel processo compositivo
La censura esistenziale
Il divieto di essere: identità, corpo e il nome che non si può dire
Oscar Wilde: la parabola di un’identità che il proprio tempo non seppe reggere
Benjamin Britten e il linguaggio cifrato dell’esclusione

Arte sorvegliata

Bibliografia