ORLANDINI - La «povera» Santuzza prediletta da Mascagni. La figura, l'arte e le tragiche vicende di Lina Bruna Rasa

ORLANDINI - La «povera» Santuzza prediletta da Mascagni. La figura, l'arte e le tragiche vicende di Lina Bruna Rasa

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ADRIANO ORLANDINI - La «povera» Santuzza prediletta da Mascagni. La figura, l'arte e le tragiche vicende di Lina Bruna Rasa

Padova 1907-Cernusco sul Naviglio 1984)

Nata a Padova il 24 settembre 1907, iniziò i suoi studi musicali all'età di 14 anni, seguendo nella città natale le lezioni di canto di Italiano Tabarin prima e di Guido Palumbo poi. Più tardi ando a Milano a perfezionarsi con Manlio Bavagnoli.

La sua prima apparizione in pubblico fu in un concerto tenutosi il 19 gennaio 1925 nel Salone della Università popolare di Parma: si esibì in cinque arie ed "ebbe momenti felicissimi".

Alla fine di quell'anno, all'età di 18 anni, Lina fece il suo debutto operistico, cantando nel ruolo di Elena nel Mefistofele di Boito al Politeama di Genova. Cantò poi nello stesso ruolo al Regio di Torino e fu poi scritturata da Arturo Toscanini per interpretare ancora Elena all'apertura della stagione della Scala del 1927.

Nel grande teatro milanese Lina continuò a cantare in molte produzioni importanti, tra le quali le première assolute di Sly di Wolf-Ferrari (1927), de La Maddalena di Michetti (1928), de La Sagredo di Vittadini (1930) e del Nerone di Mascagni (1935). Tenne pure a battesimo il Trittico francescano di Refice (1926) e I Pittori fiamminghi di Smareglia (1928). Uscendo dal suo repertorio abituale, fu pure Matilde alla Scala ed all'Arena di Verona nelle recite rievocative del centenario di Guglielmo Tell di Rossini (1930).

Negli anni tra il 1926 e il 1933 la Rasa cantò in tutta Italia, così come a Montecarlo, Nizza, Losanna e Barcellona, dove cantó Aida al Gran Teatro del Liceo. In Egitto nel 1927 cantó Aida, L'Africana e Omòníza al Cairo e ad Alessandria. Ebbe poi una scrittura per una tournée in Sud America, dove il 14 giugno 1929 fece il debutto al Teatro Colón di Buenos Aires in Andrea Chénier (con Georges Thill), cantando poi anche al Teatro Colón di Rosario di Santa Fé ed al Teatro Solis di Montevideo.

Il debutto della Rasa come Santuzza in Cavalleria rusticana, il ruolo per il quale ancor oggi viene ricordata, avvenne a Como nel giugno 1926 (alla fine della carriera avrebbe sostenuto il ruolo di Santuzza per ben 172 volte!). La Rasa e Mascagni si incontrarono la prima volta a Venezia nel luglio 1928, quando Mascagni diresse una grandiosa esecuzione di Cavalleria in Piazza San Marco davanti ad una platea di ben 35.000 persone.

Mascagni rimase colpito dall'intensità drammatica e dalla voce bellissima e potente della cantante. Lina era ormai diventata la sua Santuzza preferita. Successivamente Mascagni diresse molte delle esecuzioni della Rasa nello stesso ruolo ed in altri ruoli mascagnani, in Italia e all'estero, scegliendola per la registrazione discografica di Cavalleria rusticana fatta da La Voce del Padrone al Conservatorio di Milano nel 1940. E l'unica registrazione in studio di un'opera completa diretta da Mascagni.

Nel 1931 la Rasa aveva iniziato a mostrare i primi segni della malattia mentale che fu la causa del suo ritiro prematuro dalle scene. Le sue condizioni peggiorarono con la morte nel 1933 del direttore Gaetano Bavagnoli (a cui era sentimentalmente legata) e con la scomparsa nel 1935 della madre Virginia. Subi un grave esaurimento che la portò a passare periodi sempre più lunghi lontano dal palcoscenico, spesso in sanatori mentali. La sua attività comunque continuò fino al settembre 1942, quando cantò in Cavalleria al Politeama di Casale Monferrato (AL).

Dopo un silenzio di sei anni, nell'ottobre 1948 riprovò a calcare le scene ancora con Cavalleria al Teatro delle Arti di Milano, ma quella fu la sua ultima esecuzione di un'opera completa.

Lina Bruna Rasa trascorse gli ultimi 36 anni della sua vita prima nell'Istituto psichiatrico Paolo Pini di Affori (MI), poi nella casa di riposo Villa Alari a Cernusco sul Naviglio (MI), dove mori il 20 settembre 1984, a soli quattro giorni dal suo 77° compleanno.


“La «povera» Santuzza prediletta da Mascagni” è la biografia della grande ma sfortunata cantante lirica Lina Bruna Rasa (1907-1984). Il volume contiene un’ampia descrizione delle vicende umane ed artistiche della Rasa ed una cronologia completa delle sue interpretazioni, corredate ognuna dalle critiche giornalistiche. Aiutano ad inquadrare la complessa personalità della cantante anche le belle introduzioni del noto psichiatra Paolo Crepet e degli storici della musica Piero Mioli e Paolo Padoan ed i contributi dei compianti giornalisti-scrittori Dino Buzzati ed Orio Vergani. Alla pubblicazione (304 pagine con 250 foto) è allegato anche un CD in omaggio, con tutte le migliori registrazioni della cantante (80 minuti di musica), che restituiscono il fascino della bella, commovente e potente voce di Lina Bruna Rasa, che per il compositore e direttore Pietro Mascagni era “la miglior voce di tutto il teatro lirico” e per il tenore Mario Del Monaco “la voce più spettacolare e sensuale” che egli avesse mai ascoltato.

Copertina flessibile, 304 pagine