ORLANDINI - Io son l'umile ancella. La figura e l'arte di Ersilde Cervi Caroli

ORLANDINI - Io son l'umile ancella. La figura e l'arte di Ersilde Cervi Caroli

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ADRIANO ORLANDINI - Io son l'umile ancella. La figura e l'arte di Ersilde Cervi Caroli

"Artista quant'altra mai intelligente, tutta passionalità e vivo temperamento drammatico, attrice finita e leggiadra apparizione muliebre" Ersilde Cervi Caroli (1883-1964) fu una delle figure più rappresentative e più interessanti del teatro operistico del primo trentennio del Novecento.

Vessillifera della «giovane scuola» e delle tendenze melodrammatiche dell'epoca, ebbe un posto di rilievo nella pattuglia di punta delle giovani interpreti veriste: definita da taluni "la migliore Butterfly del mondo", da altri "Wally senza rivali" e da altri ancora "la regina di tutte le Manon", Ersilde Cervi Caroli annoverò tra i suoi ammiratori anche Giacomo Puccini e Francesco Cilea, che in più di una occasione le rivolsero "le parole più belle che un autore possa dire alla sua interprete".

Da molti paragonata alle maggiori attrici tragiche dell'epoca, grazie al suo temperamento appassionato e al suo grande talento interpretativo, Ersilde Cervi Caroli fu la protagonista ideale di opere contemporanee, di cui fu spesso la prima interprete assoluta.