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PRINCIPE (MELLACE CUR.) - Un wagneriano alla Scala. Saggi scaligeri su Wagner, Strauss, Weber, Mahler
Regular price €38,00 Save Liquid error (snippets/product-template line 131): Computation results in '-Infinity'%QUIRINO PRINCIPE (RAFFAELE MELLACE CURATELA) - Un wagneriano alla Scala. Saggi scaligeri su Wagner, Strauss, Weber, Mahler
La scelta di scritti qui raccolti registra una partecipazione militante alla vita del teatro diversa rispetto alle recensioni di un critico. Per decenni Quirino Principe ha accompagnato il pubblico scaligero con la vastità delle conoscenze, la profondità e l’arguzia del suo discorso attraverso ampi saggi introduttivi agli spettacoli in scena pubblicati nei programmi di sala. Dedicati in gran parte al teatro musicale, non senza divagazioni nel repertorio concertistico, i saggi selezionati per questa pubblicazione, a celebrare i novant’anni di uno degli intellettuali italiani contemporanei di maggior rilievo, illuminano testo e contesto, ragioni musicali e pensiero estetico dei titoli in cartellone. Una riflessione che individua nella linea Wagner-Strauss il cuore degli interessi del musicologo e germanista, ma indaga con sottigliezza non minore anche altri autori, a cominciare da Weber, Mahler e Čajkovski.

CAPORALETTI - Jelly Roll Morton, la ‘Old Quadrille’ e ‘Tiger Rag’. Una revisione storiografica
Regular price €25,00 Save Liquid error (snippets/product-template line 131): Computation results in '-Infinity'%CAPORALETTI - Jelly Roll Morton, la ‘Old Quadrille’ e ‘Tiger Rag’. Una revisione storiografica
In questa edizione critica, l’autore fornisce un’elettrizzante dimostrazione di quanto si può ottenere combinando l’analisi musicologica e fenomenologica nell’esame di un determinato evento jazzistico – in questo caso, con riferimento alla contestata attribuzione della paternità di Tiger Rag – con un’attenzione costante verso il dettaglio, per giungere ad una conclusione convincente e inoppugnabile.

CIABOCCHI - Piccolo inusitato capolavoro ovvero Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per fagotto K 191
Regular price €23,00 Save Liquid error (snippets/product-template line 131): Computation results in '-Infinity'%GIUSEPPE CIABOCCHI - Piccolo inusitato capolavoro ovvero Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per fagotto K 191
Prefazione di Milan Turković
Con una Presentazione di Diego Ceretta
Questo piccolo e inusitato libro è rivolto a musicisti, studiosi e appassionati che nutrono curiosità per la musica e le vicissitudini della vita mozartiana; in particolare, il lettore potrà scoprire qualcosa di quel modo di suonare tardo settecentesco, tra il galante e il classico, in un territorio in cui l'esigua letteratura per gli strumenti a fiato fatica a districarsi. Ed è proprio la curiosità che mi ha fatto intraprendere questo cammino non privo di ostacoli, con l'intento di ricavarne un manuale facilmente consultabile.
La trattazione contiene argomenti importanti, ma non devono spaventare, poiché il libro si legge facilmente e in modo piacevole anche per chi non abbia una formazione accademica.
Come una stella luminosa nel cuore del sistema planetario, il Concerto per fagotto e orchestra K 191 è posto in posizione centrale; attratti dalla sua luce e forza di gravità, vi ruotano – quali pianeti in orbita – temi come il rapporto di Mozart con i suoi musicisti e, non da ultimo, la prassi esecutiva. Si costituisce così un sistema navigabile per districarsi tra i “viottoli bui” del suonare galantemente questa musica, tenendo conto dei molti trattati coevi e di quelli moderni.
Un “compagno di lettura” per tutti, da leggere con il sorriso, che può diventare, per chi lo desiderasse, materiale di base per far germogliare, all'infinito, ogni singolo capitolo.
Indice sommario
Prefazione di Milan Turković
Preface by Milan Turković
Presentazione di Diego Ceretta
Cronologia dei concerti per strumenti a fiato
Mozart, un barone e il fagotto: due vite quasi... parallele
Una vedova oculata e un editore illuminato
Alla ricerca dell'edizione perfetta
Allegro au plaisir
Andante ma adagio ovvero festina lente
Un galante menuetto in forma di rondo
Cadenze ed eingänge
Una regola... non senza eccezioni
Questo è un nodo avviluppato
Le dinamiche mancanti (però ci devono essere!)
Tremor pressus
Punto, tacco, punto... legato. Breve storia delle articolazioni
L'interprete narrante
La terra promessa
Alcuni interpreti mozartiani
Flautisti:
Johan Baptist Becke
Ferdinand Nikolaus Dejean
Friedrich Hartmann Graf
Johann Baptist Wendling
Adrien Louis De Bonnières De Souastre Duca di Guines
Oboisti:
Giuseppe Ferlendis
Friedrich Ramm
Ludwig August Lebrun
Il... clarinettista:
Anton Paul Stadler
Fagottisti:
Georg Wenzel Ritter
Sebastian Olzbauer (Holzbauer)
Cornisti:
Jan Václav Stich - Giovanni Punto
Joseph Ignaz Leitgeb (Leutgeb)
Stamitz-Cannabich e l'Orchestra di Mannheim
Musicisti dell'orchestra di Corte di Mannheim che si trasferirono a Monaco
Christian Cannabich, direttore d'orchestra dal 1774:
Violini - Flauti - Oboi - Violoncelli - Contrabbasso - Fagotti - Corni - Clarinetti - Trombe
Qualche chiacchiera “liviana”. Analisi armonico-formale del Concerto per fagotto di Mozart
I. Allegro
II. Andante ma adagio
III. Rondo. Tempo di Minuetto
...E quindi uscimmo a riveder le stelle
Una discografia quasi essenziale del Concerto per fagotto K 191
Bibliografia

MAINARDI - Il Maestro del Maestro. Giovanni Anfossi e Arturo Benedetti Michelangeli
Regular price €29,00 Save Liquid error (snippets/product-template line 131): Computation results in '-Infinity'%MATTEO MAINARDI - Il Maestro del Maestro. Giovanni Anfossi e Arturo Benedetti Michelangeli
Giovanni Anfossi, discendente diretto di Pasquale, studia musica nella natia Ancona e in conservatorio a Napoli sotto la guida di Martucci, dal 1888 si dedica alla didattica a Verona e a Milano, legandosi all'alta borghesia, fondando una propria scuola privata, tra i suoi allievi Luisa Baccara, Rina Gallo, Agostino Orizio e Arturo Benedetti Michelangeli.
Quanto Benedetti Michelangeli deve al suo maestro Giovanni Anfossi?
Come Benedetti Michelangeli è diventato il Maestro per eccellenza?
Domande cruciali, profonde. Una risposta arriva dalla lettura dell'inedito archivio privato di Anfossi, dalle testimonianze degli allievi di Arturo Benedetti Michelangeli, ma anche dai ritratti fotografici finora sconosciuti che ci aiutano a gettare una nuova luce sull'adolescente e giovane uomo nel momento in cui sorse il suo astro.
Indice sommario
Premessa
Un uomo e il suo archivio
La vita
La Scuola Anfossi e i suoi allievi
Il compositore
Il critico musicale
Il didatta
Giovanni Anfossi e Arturo Benedetti Michelangeli
Le fotografie
Concerti di Arturo Benedetti Michelangeli
Gli allievi di Giovanni Anfossi
Ringraziamenti
Bibliografia
Indice dei nomi

MIOZZI - Svjatoslav Richter, pianista. Vita e arte di un eccentrico protagonista della musica del Novecento
Regular price €29,00 Save Liquid error (snippets/product-template line 131): Computation results in '-Infinity'%DAVIDE MIOZZI - Svjatoslav Richter, pianista. Vita e arte di un eccentrico protagonista della musica del Novecento
Presentazione di Riccardo Muti
All'inizio del nuovo secolo, i lettori della rivista “MUSICA”, in risposta a un sondaggio proposto dalla redazione, indicarono in Svjatoslav Richter il pianista più famoso del Novecento.
Nato nel 1915 nella Russia zarista, e scomparso nel 1997, durante il mandato di Boris El'cin (Eltsin), primo presidente della Federazione Russa, Richter ha attraversato tutto il convulso svolgersi delle vicende del suo Paese.
I suoi rapporti con il regime comunista furono sempre condizionati dal fatto di essere un cittadino sovietico con origini tedesche per parte di padre; il quale, all'inizio della guerra contro i nazisti, fu fucilato a Odessa con l'accusa di spionaggio. Benché sorvegliato a lungo dal KGB, Richter non subì però ritorsioni, non venne chiamato alle armi, e continuò a dare concerti in giro per la Russia. Le supposizioni sono diverse, ma non è mai stato chiarito di quali autorevoli protezioni Richter abbia beneficiato.
L'eccentricità dei suoi mutevoli umori e dei suoi comportamenti inusuali, è il dato caratteriale che ha segnato le vicende, spesso avventurose, della vita di Richter, al punto di aver influito in misura determinante anche sul suo modo di essere musicista, favorendo la celebrata originalità delle sue interpretazioni.
Il pianista Richter è stato un personaggio stravagante, riservato, e all'occasione scontroso, sempre in fuga dalle luci e dai clamori del successo.
È difficile dunque collocarlo sia in un ben definito contesto sociale (trasferitosi a Mosca nel 1937, visse per quasi dieci anni senza una fissa dimora), sia nell'ambito della sua attività professionale (detestò sempre gli inevitabili obblighi imposti dalla programmazione della carriera concertistica).
In questo saggio l'autore, senza pretendere di dare una risposta definitiva ai tanti dubbi suscitati dal racconto della sua esistenza, ha inteso mostrare al lettore un'immagine di Svjatoslav Richter diversa e forse più autentica, in cui i pregi altissimi dell'artista non vengono disgiunti dalle contraddizioni e dai difetti dell'uomo.
Indice sommario
Presentazione di Riccardo Muti
Premessa dell'Autore
Avvertenza
In forma d'introduzione
Preambolo siciliano
Un ricordo di gioventù
Autunno 1966: Svjatoslav Richter suona a Catania
Maggio 1998: ha luogo a Catania l'anteprima italiana del film-documentario Richter, l'Insoumis, di Bruno Monsaingeon
Un film e un libro su Richter
Considerazioni su alcune fonti bibliografiche
Un diario transiberiano
Le conversazioni con un amico
La Casa-Museo di Richter
Fira e Andrej
Parte Prima
Gli anni di formazione e l'irregolare ascesa di un geniale pianista nella Russia di Stalin (1930-1953)
Capitolo Primo. Storia di Svetik, talento ribelle
1.1. Richter ricorda...
1.2. Infanzia difficile e adolescenza disordinata tra Zitomir e Odessa
1.3. Una bruciante passione per il teatro d'opera
1.4. 1933: il primo incarico al Teatro dell'Opera di Odessa
1.5. 1934: il primo recital pianistico
Capitolo Secondo. Anni di maturazione
2.1. Mosca 1937: alla ricerca di sé stesso nella classe di Heinrich Neuhaus
L'improvvisa fuga da Odessa
La prima audizione con Neuhaus al Conservatorio di Mosca
A lezione con Neuhaus
Pregi e limiti del Neuhaus concertista
2.2. Vita di un provinciale a Mosca
Capitolo Terzo. L'ambiente pianistico moscovita
3.1. La rivalità tra Richter ed Emil' Gilels
3.2. Jakov Flier, Jakov Zak, Roza Tamarkina
3.3. Marija Judina
3.4. Vladimir Sofronickij
3.5. 1940: Richter esegue a Mosca la Sesta Sonata di Prokof'ev
Capitolo Quarto. Il periodo bellico e la consacrazione artistica in patria
4.1. La tragedia familiare nella Russia invasa dai nazisti
4.2. Il pianista preferito da Prokof'ev
Il Quinto Concerto in Sol maggiore op. 55, per pianoforte e orchestra
La Sonata n. 7, in Si bemolle maggiore, op. 83
4.3. 1943: tournée di concerti per i soldati del fronte artico
4.4. 1945: la vittoria al Concorso Pansovietico
4.5. Richter incontra il soprano Nina L'vovna Dorliak
Capitolo Quinto. Il dopoguerra e la fine dell'era staliniana
5.1. Zdanovcina: la nuova catastrofe della cultura e delle arti in URSS (1946-1953)
5.2. Rostropovič collabora con Prokof'ev
5.3. 1952: direttore d'orchestra, per una volta. Le discutibili ragioni di una rinuncia
5.4. Marzo 1953: Richter suona ai funerali di Iosif Stalin
5.5. Svjatoslav Richter e Dmitrij Šostakovič
Parte Seconda
L'esordio negli Stati Uniti e i trionfi della carriera internazionale (1960-1970)
Capitolo Primo. Prove di distensione tra URSS e USA
1.1. Gli scambi culturali
1.2. I grandi concertisti sovietici vanno in America
1.3. Il pianista canadese Glenn Gould suona a Mosca e a Leningrado
1.4. Un pianista texano trionfa al Concorso Čajkovskij di Mosca
1.5. Due grandi orchestre americane si esibiscono in Unione Sovietica
1.6. Chruščëv riabilita Šostakovič e invita a Mosca il grande esule Igor' Stravinskij
Capitolo Secondo. Richter in America
2.1. Come l'Occidente conobbe Svjatoslav Richter
2.2. Ottobre 1960: il meteorite Richter si abbatte sull'America del Nord
Chicago, Orchestra Hall
New York, Carnegie Hall - Boston, Symphony Hall
2.3. I giudizi della critica statunitense
2.4. E i pregiudizi di Harold C. Schonberg
2.5. In America, come un pesce fuor d'acqua
Richter omaggia Charles Munch
Le vane lusinghe di Eugene Ormandy
2.6. Gli incontri con Horowitz e Rubinstein a New York
Capitolo Terzo. Il decennio d'oro della carriera concertistica di Richter
3.1. Qualche dato statistico
3.2. I dischi di Richter
3.3. Qualche osservazione sullo stile interpretativo di Svjatoslav Richter
3.4. L'incontro e la collaborazione con i musicisti occidentali
3.5. A confronto con i grandi direttori d'orchestra
Leonard Bernstein
Herbert von Karajan
Carlos Kleiber
3.6. Il felice incontro con Riccardo Muti
3.7. In difficoltà con Fischer-Dieskau, ma in sintonia con Britten
3.8. Glenn Gould rivaluta Schubert grazie a Richter...
3.9. ...ma Richter non apprezza il giudizio di Gould su Schubert
Parte Terza
Riflessioni sulla personalità di un grande artista
Capitolo Primo. Per una fenomenologia dello stile interpretativo di Richter
1.1. Ipotesi sulle ragioni di un primato
1.2. Arte e ideologia...
1.3. …ma soprattutto eccentricità!
1.4. Richter e il suo universo sonoro
1.5. L'insoumis
1.6. Eccentricità interpretative, gestuali e... professionali
Capitolo Secondo. La terza stagione del concertismo richteriano
2.1. Suonare in penombra, con lo spartito
2.2. Suonare a memoria è inutile; molto meglio con lo spartito
Capitolo Terzo. Congetture e contraddizioni
3.1. Richter pianista slavofilo?
3.2. Richter e il suo tardo stile
Parte Quarta
Il Maestro e il suo strumento
Capitolo Primo. Un rapporto problematico
1.1. Pianoforti nuovi o pianoforti vecchi? Molto meglio non scegliere
1.2. Quanto tempo dedicava allo studio Richter?
1.3. Il metodo di lavoro
1.4. Il repertorio pianistico
Scelte molto ampie, ma incomplete
Šostakovič
Szymanowski
Scelte inconsuete e drastiche esclusioni
Niente musica spagnola
L'Ottocento pianistico francese
Messiaen
Mozart e Haydn
Compositori facili e compositori difficili
Intransigenza e volubilità
Schubert
Liszt
Contro le trascrizioni: il caso dei Quadri di Musorgskij-Ravel
1.5. Il repertorio cameristico
Capitolo Secondo. Un uomo riservato e solitario, libero da vincoli
2.1. La rinuncia all'insegnamento
2.2. Il rapporto con i giovani
In forma di congedo
Appendice. Breve viaggio sentimentale tra i vinili di Slava
Indice dei nomi

CAVALLETTI - Guido Cantelli. La perfezione come necessità
Regular price €35,00 Save Liquid error (snippets/product-template line 131): Computation results in '-Infinity'%CARLO CAVALLETTI - Guido Cantelli. La perfezione come necessità
Prefazione di Antonio Pappano
Quasi nessuno sembra essere consapevole oggi del fatto che Guido Cantelli
(1920-1956) abbia rappresentato davvero «il grande direttore dei tempi nuovi», come lo definì felicemente Massimo Mila all'indomani della sua morte. Gli andrebbe invece pienamente riconosciuto questo ruolo di antesignano nel panorama italiano di metà Novecento: un direttore, cioè, che pur nutritosi di opera fin da ragazzo, si è affermato unicamente in campo sinfonico, arrivando prestissimo sul podio delle principali orchestre sinfoniche europee e americane.
Ancora oggi, oltre alle registrazioni delle sue splendide esecuzioni musicali, a chi si periti di guardare, Cantelli lascia l'esempio adamantino di un approccio alla musica, e in realtà alla vita, fatto di rigore, studio, passione e rifiuto di ogni compromesso. Lui che a ventotto anni, in una lettera da New York alla moglie, aveva scritto: «temo sempre di non essere preparato e Toscanini mi ha augurato di credere a questo per tutta la mia vita».
Ricco di documenti di prima mano, fra i quali un gran numero di lettere e molte recensioni e articoli d'epoca qui pubblicati per la prima volta, questo libro intende far comprendere chi sia stato realmente Cantelli, il livello assoluto e la credibilità internazionale che aveva raggiunto, pur morendo a soli 36 anni, e l'importanza storica da lui ricoperta nella storia della direzione d'orchestra.
Indice-sommario
Prefazione di Antonio Pappano
Premessa
Ringraziamenti
Capitolo I. La vita
Capitolo II. Il carattere
Capitolo III. Le passioni
Capitolo IV. Il complesso rapporto con Iris
Capitolo V. Toscanini maestro di vita
Capitolo VI. Il metodo di studio e la memoria
Capitolo VII. Il gesto
Capitolo VIII. Il repertorio
Capitolo IX. Lo stile
Capitolo X. Il rapporto col disco
Capitolo XI. Il rapporto con la Philharmonia
Capitolo XII. Il rapporto con la New York Philharmonic
Capitolo XIII. La fortuna critica in Italia
Capitolo XIV. La fortuna critica all'estero
Capitolo XV. Articoli in morte
Cronologia delle esecuzioni
Cronologia delle registrazioni in studio
Bibliografia
Indice dei nomi

SCARPA - Sopravvivere alle emozioni. La Ciaccona di Johann Sebastian Bach e il ruolo dell’interprete
Regular price €29,00 Save Liquid error (snippets/product-template line 131): Computation results in '-Infinity'%GIOVANNI BATTISTA SCARPA - Sopravvivere alle emozioni. La Ciaccona di Johann Sebastian Bach e il ruolo dell’interprete
Questo libro, destinato a violinisti, docenti, musicologi e appassionati di Bach, indaga la Ciaccona dalla Seconda Partita in Re minore BWV 1004 per violino solo di Johann Sebastian Bach da una prospettiva che coniuga la sensibilità dell'esecutore con il rigore del didatta e intreccia un'analisi dettagliata dell'opera con riflessioni sul paradosso dell'interprete: emozionarsi ed emozionare senza cedere all'emozione stessa.
Si propone una chiave di lettura multidimensionale che integra aspetti storici, teorici, analitici, interpretativi ed extramusicali e identifica la Ciaccona come un'esperienza emotivo-spirituale che coinvolge interprete e ascoltatore i quali, nel tempo e nello spazio della performance, condividono la costante: il ritorno alla tonica, da silenzio a silenzio, da quiete a quiete.
Indice sommario
Johann Sebastian Bach: modernità ininterrotta di un'arte sempre viva di Andrea Bayou
Introduzione
Capitolo I. Contesto storico
I.1. Cenni introduttivi
I.2. La sonata
I.3. La partita
I.4. La ciaccona
I.5. Il basso ostinato
I.6. Il basso continuo
I.7. Basso continuo vs basso ostinato
Capitolo II. Analisi descrittiva della Ciaccona di Bach in relazione al modulo di quattro battute
Tabella di riferimento delle figure del basso
Capitolo III. Alcune considerazioni generali sulla poetica
III.1. La distribuzione delle tensioni
III.2. Aspetti matematici e simbolici
III.3. La luttuosità della Ciaccona
Capitolo IV. Prassi esecutiva: da silenzio a silenzio
IV.1. Ruolo del manoscritto autografo per l'interprete
IV.2. Variazioni, costanti, memorie
IV.3. La tripartizione formale della Ciaccona: passaggio da minore a maggiore e da maggiore a minore
IV.4. Polifonia
Effettiva, latente, realizzabile, non realizzabile, suggestiva
Descrizione degli episodi in cui è presente la polifonia effettiva
Polifonia latente
Esecuzione degli accordi Aspetti tecnici e realizzazione
Esecuzione delle variazioni arpeggiate
Capitolo V. Dalla quiete alla Ciaccona, dalla Ciaccona alla quiete
Sopravvivere alle emozioni: una postfazione di Silvano Perlini
Appendice. Il manoscritto autografo
Ringraziamenti
Bibliografia
Indice dei nomi

GHERZI - La sonata per pianoforte nel 1700 e 1800 (Nuova Edizione)
Regular price €29,00 Save Liquid error (snippets/product-template line 131): Computation results in '-Infinity'%ANDREA GHERZI - La sonata per pianoforte nel 1700 e 1800 (Nuova Edizione)
Il libro traccia una storia della sonata per pianoforte, prendendo in considerazione le composizioni dei più significativi autori nei secoli XVIII e XIX. Segue l’evoluzione di questo genere musicale ed esamina come la struttura venga di volta in volta riformulata dallo stile di ogni creatore, anche in relazione al tipo di tastiera e al pubblico cui si rivolgeva.
Il testo è indirizzato a tutti gli appassionati di musica pianistica, anche agli ascoltatori senza preparazione specifica, per i quali può costituire un utile strumento di consultazione; per la vasta schiera degli esecutori, dagli studenti di Conservatorio (o Università) ai concertisti, questo libro presenta ulteriori motivi di interesse. L’impostazione offre entrambi i caratteri: come guida, commenta per ogni compositore le creazioni più significative in campo sonatistico; come saggio storiografico, delinea una parabola della sonata dai primi esempi intesi in senso moderno fino alle soglie del Novecento, tratteggiando i personaggi di spicco, le figure mitiche, ma anche varie personalità “minori” alle quali di norma non si presta attenzione, epigoni che hanno contribuito in maniera decisiva all’emozionante storia di questo genere musicale.
INDICE SOMMARIO
Prefazione
Sonata e forma-sonata
- Haydn
- Mozart
- Clementi
- Beethoven
- Schubert il viandante
- Weber e il Biedermeier
- Triadi romantiche
- Le culture periferiche
Bibliografia essenziale
Indice dei nomi

GUIDO / MELLINI - Questione di tocco
Regular price €15,00 Save Liquid error (snippets/product-template line 131): Computation results in '-Infinity'%GUIDO / MELLINI - Questione di tocco
Storia, tecniche e sonorità degli strumenti a tastiera e a pizzico
Che cos’hanno in comune l’hydraulis, il clavicembalo, la chitarra elettrica, l’ukulele e il pianoforte? Dietro a ciascuno di questi strumenti si nasconde una storia di invenzioni, materiali, tecniche costruttive e idee musicali. È un racconto lungo più di duemila anni, che mette in luce il ruolo del corpo e del gesto musicale, mostrando come la tastiera sia un’interfaccia tra l’essere umano e la macchina sonora: una leva capace di moltiplicare il movimento delle dita e trasformarlo in suono, colore timbrico ed espressione.

RUINI - Verba scripta videmus
Regular price €42,00 Save Liquid error (snippets/product-template line 131): Computation results in '-Infinity'%CESARE RUINI - Verba scripta videmus
Pagine scelte tra Guido d’Arezzo e dintorni
A cura di Mauro Casadei Turroni Monti
Addentrandoci nelle trattazioni di Cesarino Ruini, il suo magistero confundit ricerca e insegnamento, li amalgama e forgia insieme. Seguendo tali direttive, la sua produzione scientifica ha preso corpo lungo le varie stagioni attraverso una pianificazione prudente, in cui occorreva verificare l’effettiva utilità (inter)disciplinare d’ogni argomento. La tradizione musicale umanistico-medievale è stata prediletta quasi senza eccezione, con esiti di rara qualità soprattutto in ambito storiografico, trattatistico-paleografico e d’esegesi tra repertorio e liturgia. Quel che accomuna i testi di questa silloge è l’obiettivo di svolgere e offrire un contributo che sia strutturato al modo che altri studiosi possano, se in grado, avanzare in quel cammino intrapreso. Il senso cioè di rientrare in una comunità scientifica, con la responsabilità di operare nell’urgenza di un dialogo e di predisporre alla condivisione testi nati nella solitudine dello scrittoio. La teoria musicale è l’area di ricerca favorita da Ruini, ma di volta in volta nella misura in cui vi s’incuneino spettri tematici che ne espandano le consuetudini, soprattutto se disposti fra storia, liturgia e paleografia. In questo esteso bacino, la produzione ruiniana è cresciuta lungo una strada maestra, incentrata su Guido d’Arezzo e con diramazioni tra l’Ars musica e il contrappunto, creando un ponte — reso sicuro da contrafforti arsnovistici — sul quale camminare sicuri fino almeno ai riflessi post-rinascimentali di Gaffurio.
(Mauro Casadei Turroni Monti)

MARRI - Un toscano a Parigi
Regular price €40,00 Save Liquid error (snippets/product-template line 131): Computation results in '-Infinity'%FEDERICO MARRI - Un toscano a Parigi
Ascesa e declino di Giuseppe Cambini: l’uomo, il compositore, lo scrittore di musica
Quando intorno al 1770 Giuseppe Cambini arriva a Parigi (dopo avere vissuto — si dice — un periodo di schiavitù), è già un musicista esperto; ma con chi si sia formato il compositore toscano (originario non di Livorno, ma di Montelupo Fiorentino) resta incerto: le fonti coeve lo danno allievo di Nardini e di Manfredi per il violino, di padre Martini, di Piccinni e di Haydn per la composizione. Del rapporto coi primi due scrisse egli stesso nel noto articolo del 1804 sull’esecuzione quartettistica nel quale racconta l’esperienza giovanile come viola del “Quartetto Toscano”. Abbandonata la carriera solistica, Cambini passa alla composizione di musiche concertanti, riscuotendo grande successo presso gli amateurs. Nel 1776 esordisce nel teatro con Les Romans, ma l’opera cade schiacciata dall’Alceste di Gluck; passato dai piccinnisti ai gluckisti continua a produrre per il teatro ma con esiti per lo più modesti; durante la Rivoluzione compone musiche patriottiche e una grande opera ‘rivoluzionaria’, Nantilde et Dagobert. Poi inizia il declino: escluso dalle istituzioni musicali, le sue musiche non sono né eseguite né pubblicate; sopravvive lavorando come adattatore e, si sospetta, come falsario per editori musicali. Tuttavia riesce a pubblicare sei quartetti di ammirevole fattura e collabora con due periodici musicali, esprimendosi contro i compositori che non gradisce con una veemenza tale da procurargli ostilità. Dal 1816 si perdono le sue tracce e la sua fine resta misteriosa: le fonti lo danno morto in miseria, forse suicida. Nei decenni seguenti di lui sopravvive la fama di compositore abile ma mediocre, e di uomo dissoluto e infido, che tramò contro Mozart e si mostrò servile con Gluck. Se i lavori di Brook e di Trimpert (1962 e 1967) ne hanno rivalutato la musica e il ruolo storico, questo volume ne ricostruisce la carriera e gli ambienti in cui si è sviluppata e offre una ricostruzione dettagliata dell’opera e delle fonti.

STRADELLA - Il Trespolo tutore
Regular price €60,00 Save Liquid error (snippets/product-template line 131): Computation results in '-Infinity'%STRADELLA - Il Trespolo tutore
Vol. I: Studio critico – Libretto
Vol. II: Partitura
a cura di Lucia Adelaide Di Nicola - Andrea De Carlo - Silvia Urbani

SITÀ / SCARPELLINI / PANCRAZI / LUCARELLI - Storia del Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia (1871-1924)
Regular price €40,00 Save Liquid error (snippets/product-template line 131): Computation results in '-Infinity'%SITÀ / SCARPELLINI / PANCRAZI / LUCARELLI - Storia del Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia (1871-1924)
a cura di Maria Grazia Sità - Francesco Scarpellini Pancrazi - Nicola Lucarelli

GACCIONE - Liszt e Petrarca. La trasfigurazione pianistica dei Sonetti
Regular price €25,00 Save Liquid error (snippets/product-template line 131): Computation results in '-Infinity'%Lorena Gaccione
LISZT E PETRARCA. La trasfigurazione pianistica dei Sonetti
Che cosa accomuna il musicista ungherese Liszt e il poeta aretino Francesco Petrarca? Seppur vissuti in epoche distanti cronologicamente, entrambi hanno attraversato momenti di crisi durante le loro vite, in una continua oscillazione tra severo ascetismo religioso da un lato e ricerca della gloria e del soddisfacimento terreno dall'altro. Con una scrittura avvincente, si traccia il percorso di vita del compositore ungherese segnato da successi, amori intensi, passioni proibite e, a intermittenza, ritiri spirituali e preghiere sentite. L'epilogo biografico di Liszt si connota come un passaggio per taluni sospetto, ma in realtà quasi prevedibile: la scelta di prendere gli ordini minori, proprio come fatto anche da Francesco Petrarca. Per comprendere meglio la natura di questo confronto, nel testo viene anche tracciata una dettagliata analisi musicologica dei Sonetti del Petrarca, composizioni pianistiche lisztiane, e un'approfondita analisi filologica dei tre sonetti tratti dal Canzoniere di Petrarca che Liszt ha mirabilmente trascritto in musica. Per il lettore un vero e proprio viaggio immersivo nella complessa interiorità di due straordinarie genialità del passato.
Indice sommario
Introduzione
Capitolo I. La nascita di una leggenda
I.1. Diavolo di un ragazzo!
I.2. Passione e tormento
I.3. L'incontro con Carolyne
Capitolo II. Contenuti extramusicali nella produzione lisztiana
II.1. La brama di conoscenza
II.2. Cantami, o Musa
II.3. Il pianoforte e l'ispirazione intellettuale
Capitolo III. Liszt e Petrarca tra sacro e profano
III.1. Il conflitto tra la carne e lo spirito
III.2. La dicotomia anima-corpo in Petrarca
III.3. Le varie sfaccettature del corpo in Petrarca
III.4. L'amore per Laura
III.5. Liszt e l'incontro col trascendente
III.6. Liszt tra mondanità e solitudine
Capitolo IV. I sonetti di Francesco Petrarca. Testo ed esegesi
IV.1. Nota al testo
IV.2. Rerum vulgarium fragmenta
IV.3. Sonetto
IV.3.1. Testo - IV.3.2. Parafrasi - IV.3.3. Commento - vv. 1-4 - vv. 5-8 - vv. 9-14
IV.4. Sonetto
IV.4.1. Testo - IV.4.2. Parafrasi - IV.4.3. Commento - v. 1-4 - vv. 5-8 - vv. 9-11 - vv. 12-14
IV.5. Sonetto
IV.5.1. Testo - IV.5.2. Parafrasi - IV.5.3. Commento - vv. 1-4 - vv. 5-8 - vv. 9-11 - vv. 12-14
Capitolo V. Liszt e i sonetti del Petrarca. Analisi
V.1. L'avvicinamento a Petrarca. Problematiche della composizione
V.2. Sonetto
V.3. Sonetto
V.4. Sonetto
Conclusioni
Ringraziamenti

AZZARELLO / CALABRETTO / COSSETTINI - Le fonti della musica per film
Regular price €28,00 Save Liquid error (snippets/product-template line 131): Computation results in '-Infinity'%AZZARELLO / CALABRETTO / COSSETTINI - Le fonti della musica per film
Dalla partitura su carta alle workstation digitali, la musica per il cinema ha attraversato, negli ultimi decenni, una trasformazione radicale che ha ridefinito
linguaggi, pratiche compositive e modalità di produzione. L’irruzione delle tecnologie elettroniche e informatiche non ha soltanto ampliato le possibilità sonore, ma ha modificato in profondità il rapporto tra compositore, regista e processo creativo, favorendo l’emergere di colonne sonore ibride e nuove estetiche audiovisive.
Questo volume affronta uno dei nodi centrali di tale rivoluzione mediatica: il passaggio dalle fonti scritte alle fonti audio e digitali, e le conseguenze che esso comporta per la ricerca musicologica. Attraverso un ripensamento critico delle metodologie tradizionali della filologia musicale e della critica genetica, il libro propone nuovi strumenti teorici per lo studio dei processi creativi della musica per film contemporanea.
Nato nell’ambito del progetto PRIN 2020 New music writing processes for cinema. Recording studios, digital media and composition practices, il volume offre un contributo innovativo alla comprensione della musica digitale per il cinema, analizzando l’evoluzione degli archivi, delle metodologie di critica delle fonti e delle forme di rappresentazione della ricerca.

BALESTRAZZI - Il ritorno del Maestro
Regular price €30,00 Save Liquid error (snippets/product-template line 131): Computation results in '-Infinity'%BALESTRAZZI - Il ritorno del Maestro
Toscanini, il fascismo, la guerra e la storica riapertura della Scala
L’11 maggio 1946 Arturo Toscanini diresse il concerto di riapertura del Teatro alla Scala, appena ricostruito dopo che i bombardamenti l’avevano parzialmente distrutto. Non fu soltanto un evento musicale, ma l’inizio di una nuova era per il paese, uscito da una terribile esperienza bellica e da una lunga e opprimente dittatura: una sorta di rito laico, celebrato dal vecchio maestro che tornava nel suo paese dopo otto anni di esilio e dopo essere diventato, con la forza della sua bacchetta, un simbolo della lotta al nazifascismo e dell’affermazione della libertà dei popoli.
Non si potrebbe tuttavia comprendere il vero significato di quella giornata senza ripercorrere la storia del nostro paese a partire dalla nascita del fascismo. È quanto questo libro si propone di fare, dipingendo un grande affresco in cui musica e politica s’intrecciano nelle vicende che coinvolsero Toscanini, la Scala, il regime che spinse il maestro a lasciare l’Italia e le tragiche conseguenze dell’entrata in guerra.
Una storia ricostruita attraverso titoli e articoli dei giornali dell’epoca e i preziosi documenti riservati della polizia politica conservati presso l’Archivio centrale dello Stato. Una storia di coscienza civile che ha tanto da insegnare ancora oggi e che richiama al dovere di non dimenticare.

MANCINI, PAPARELLI, SITÀ - Ravel e il passato, Ravel e il futuro
Regular price €42,00 Save Liquid error (snippets/product-template line 131): Computation results in '-Infinity'%MANCINI, PAPARELLI, SITÀ - Ravel e il passato, Ravel e il futuro
Atti del convegno internazionale di studi (Siena, 10–11 ottobre 2025)
Il volume focalizza alcuni aspetti della vita e della produzione di un autore molto noto, ma al tempo stesso ancora misterioso. Se il rapporto con il passato può essere considerato infatti una costante nella musica di Ravel, sempre presente è anche il dialogo con la modernità, che si proietta quindi verso il futuro. Un’attenzione particolare è stata posta sulla ricezione, soprattutto italiana, del compositore, per sottolineare la sua importante presenza nel Novecento e oltre.
Enzo Restagno, Qualche raro momento di intimità nel riservatissimo Ravel
Gianfranco Vinay, Giù le maschere! Maurice Ravel: una prova di ritratto
François Dru, Face aux manuscrits de Ravel ou la tradition intérpretative erronée et le grand écart philologique
Nicola Sani, L’ombra doppia di Ravel: dialogo, ascolto e memoria nella musica di Boulez e nella Francia musicale dal secondo Novecento a oggi
Guglielmo Pianigiani, Uno scandalo al futuro: su alcune mélodies di Ravel
Silvia Paparelli, Tra passato e futuro: il presente negli scritti di Maurice Ravel
Carlo Lo Presti, Ravel e l’Italia: viaggi, incontri, occasioni mancate
Alfonso Alberti, Sans ralentir: percorsi storici dell’interpretazione raveliana
Marina Vaccarini, L’idea raveliana di Sylvano Bussotti fraintesa alla Biennale musica di Venezia (1988–1991)
Ernesto Napolitano, L’Enfant e la favola di formazione
Maria Grazia Sità, Intorno alla Sonata per violino e violoncello di Ravel. Linearità e barbarie
Andrea Chegai, Ravel alla tastiera del mondo: concerto, modernità, alterità
Marica Bottaro, Ravel a Venezia
Gabriel Durliat, Ravel et le Prix de Rome: au coeur du scandale de 1905
Cesare Mancini, Ravel all’organo: la via della trascrizione
Hanns-Werner Heister, Ravel’s Jeux d’eau

LANDINI - La forma intelligente
Regular price €42,00 Save Liquid error (snippets/product-template line 131): Computation results in '-Infinity'%LANDINI - La forma intelligente. La Sonata classica. Per un’estetica dell’Avvento
Tra le finalità di questo libro vi è quella di «far riflettere sull’idea di forma musicale, un archetipo ormai da tempo consolidato nell’immaginario del canone colto europeo e non solo, laddove altre civiltà, in specie quelle dell’Estremo Oriente, ma non solo, hanno da parecchi secoli in qua risolto il dilemma mandando in soffitta la forma e basando in larga parte sull’improvvisazione tanto la creazione che il consumo di musica». E però la stessa forma «si reincarna e rivive sotto le sembianze più varie proprio laddove uno meno si aspetterebbe di ritrovarla». I due capitoli dedicati al rapporto fra musica e architettura non fanno eccezione. Dalla «versteinerte Musik» di Goethe alle iperboli di Xenakis, passando per le colonnine binate di Sant Cugat del Vallès studiate dallo Schneider, l’Autore trae lo spunto per approfondire, applicandola alla musica e alle sue leggi, la consueta metafora muratoria di una divina energia creatrice destinata a saturare lo spazio desolatamente vuoto (il cosiddetto vacuum) delle dottrine pitagoriche e atomiste. Se «pulchrum in debita proportione consistit» e se «bonum et pulchrum convertuntur», non sarà in tal caso difficile intuire, e fors’anche spiegare, l’abissale distanza che separa in epoca contemporanea l’arte (oggidì privata così della forma come anche del suo antico contenuto divino) dall’imperativo morale. Insieme all’arte, «anche la forma ha smarrito il proprio centro, la sua più segreta e affascinante ragione d’essere». Ma questa perdita riposa su di un esercizio di fede e di speranza ancor più formidabile, quello che ha per oggetto la redenzione dell’uomo a partire dalla morte di Cristo. La senescenza dell’arte preconizzata da Hegel riceve la sua controparte sapienziale e anagogica nell’esilio delle tribù davidiche in terra straniera. La forma sorge per sancire il «ritorno» di un’arte possibile. Ossia «per arginare il caos che il tramonto del mondo dell’eticità si è lasciato alle spalle».

MISEFARI - Adagio. La lettera d’amore di Tomaso Albinoni
Regular price €25,00 Save Liquid error (snippets/product-template line 131): Computation results in '-Infinity'%MISEFARI - Adagio. La lettera d’amore di Tomaso Albinoni
Adagio. La lettera d'amore di Tomaso Zuane Albinoni è un romanzo musicale, che ripercorre alcune fasi della vita del musicista veneziano Tomaso Albinoni — vissuto tra la seconda metà del XVII secolo e la prima metà del XVIII — le cui vicende umane, peraltro, non ci sono pervenute ricche di molti dettagli.
L'autore immagina che la storia raccontata inizi nel giorno della morte della moglie, che lui adorava, arricchendola dei suoi ricordi più significativi e delle sue esperienze musicali e teatrali, corredate da molte immagini dei principali luoghi e teatri in cui esse si erano svolte e dall'incipit delle partiture di alcune sue importanti opere strumentali e dalle immagini più belle poste sui loro frontespizi.
Ne viene poi tratteggiata brevemente la successiva vita musicale, continuata, però, senza lo sprone costante e vivificante della compagna della sua vita.
Indice sommario
Presentazione
Adagio. La lettera d'amore di Tomaso Albinoni
Appendice. Composizioni di Tomaso Albinoni
Musica strumentale
Sinfonie
Composizioni diverse spurie (Miscellanea)
Cantate per soprano o contralto
18 Cantate per Soprano
Altre cantate
Opere teatrali
Serenate
Intermezzi
Musica sacra